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Una
vittoria schiacciante nella classe 125cc del Campionato del Mondo per il
pilota di Talavera de la Reina (Spagna), Alvaro Bautista, 21 anni, si è
imposto già dalla prova di apertura della stagione sul circuito di Jerez.
Per lui era la prima vittoria in assoluto e l’emozione davanti a tutti i
suoi tifosi è stata indescrivibile. Una prima vittoria che forse ha segnato
il suo destino. Dopo una stagione da dimenticare con la Honda, il giovane
spagnolo è tornato dal suo vero amore, l’Aprilia, con la quale aveva già
conquistato i suoi primi podi nell’annata 2004. Se sapeva di poter fare
bene, la vittoria gli ha fatto capire che poteva fare anche di più.Un pilota
convinto vale oro e nessuno è stato in grado di contraddirlo nella seconda
tappa in Qatar. Lì ha vinto un’altra volta rompendo il sortilegio che vigeva
sulla classe 125cc, in quanto dopo Arnaud Vincent nel 2002, nessuno era più
stato in grado di vincere due gare di fila. Queste due prime servono a fare
capire con chi abbiamo a che fare. Un pilota fuori classe, che vince il
titolo “alla Valentino Rossi” già dall’Australia, quando rimangono ancora
tre gare prima della fine della stagione. C’erano avversari del calibro di
Mika Kallio, Mattia Pasini e Lukas Pesek ad intimidirlo ma lui se n’è andato
e li ha lasciato tutti a bocca asciutta, in una situazione inappellabile. |
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Alvaro
Bautista - mi raccomando l’accento sulla prima “a”, ci tiene molto - è
un pilota molto umile e disponibile. Sempre il sorriso sulle labbra, riesce
a trasmettere la sua positività a chiunque lo guardi in faccia. Ed è questa
positività, questa convinzione che lo ha portato a stare dove sta adesso, lì
tra i grandi. E’uno di loro anche lui adesso, è riuscito a dettar legge già
dalla prima gara in una classe così difficile e instabile come la 125cc. Ed
è un ragazzo così semplice, così genuino, che potrebbe sembrare distante
ogni tanto solo per la sua timidezza. E’ giovane, ama viaggiare, ama la vita
delle corse che secondo lui fa maturare tanto con tutti questi spostamenti.
Difatti è molto maturo sia come pilota che come persona. Molto concentrato
quando è ora di entrare in pista, molto professionale. E’ stato aiutato
dalla famiglia fin dall’inizio, dal padre, la madre e le sorelle, ma è il
primo della sua famiglia a correre in moto, il primo della saga. |
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E’ salito
per la prima volta su una minimoto a soli tre anni ed a 9 ha fatto la prima
gara, vice-campione di Madrid già dalla stagione seguente. E’ campione per
tre anni di fila, 1995, 1996 e 1997, ed è proprio nel 1997 che passa alla
50cc e conquista il suo primo podio (foto sotto). Nel 1998, continua con la Coppa Aprilia
50cc e giunge terzo dietro ai famosi Olive e Lorenzo! |
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| Alvaro in minimoto | ||
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Alvaro su Aprilia 50cc. |
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Nel 1999
esordisce nella 125cc, ed è quinto nella Coppa Movistar organizzata da
Alberto Puig. Nel 2002 è vice campione nel Campionato Spagnolo 125cc ed è
nello stesso anno che avviene il suo esordio mondiale a Jerez, prima di
entrare a fare parte definitivamente del Continental Circus la stagione
seguente con la squadra di Clarence Seedorf. Addirittura quarto in Australia
ed ovviamente stracampione nel campionato spagnolo nel 2003, il 2004 lo vede
per la prima volta sul podio con un ottimo secondo posto a Donington. Un
podio che conquista per ben altre tre volte giungendo terzo e questo lo fa
diventare una delle promesse per il 2005. |
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| Una stagione che si rivelerà poi un disastro. Il Team passa alla Honda ed Alvaro non si adatta. Finisce in quindicesima posizione e molti tendono a dimenticarlo, tranne ovviamente Jorge Martinez Aspar che gli mette a disposizione una delle sue Aprilia per il 2006. | ||
Il sogno di Alvaro si avvera, ritrova la sua
moto ed il resto lo sappiamo già. Parecchia gente ha capito subito che
avrebbe vinto il campionato ma lui non si è mai sbilanciato, è sempre
rimasto concentratissimo senza permettersi nessuna illusione. Solo dopo la
gara in Malesia, ha cominciato a parlare del probabile titolo.. E’ uno che
lotta, lotta tanto, e pretende molto da se stesso. Chiunque si ricorderà
della gara a Brno, quando è stato in lotta con Kallio fino al traguardo,
entrambi prendendo tutti i rischi del mondo per vincere. Bautista poteva
accontentarsi del secondo posto ma ha lottato fino alla fine ottenendo la
vittoria sul traguardo per pochi centesimi. Questi sono i veri campioni,
quelli che anche con il titolo in tasca danno il massimo, vogliono vincere,
sanno che possono vincere e vincono stracciando gli avversari. Non per
niente è stato 12 volte sul podio in 13 gare, tra l’altro il 4° posto a Le
Mans lo ha ottenuto per un tradimento della sua moto a fine gara.. |
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| Quando lo vedete passare nel paddock, quando parlate con lui, è un ragazzo come un altro, timido, gentile, disponibile, anche carino, ma quando si mette il casco, non esiste più nessuno e l’unica parola di ordine è vincere. Lo ha dimostrato vincendo questo titolo, un titolo più che meritato, già dalla prima gara. | ||
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| Foto tratte dal sito : alvarobautista.com | ||
| Articolo pubblicato anche su : gpone.com | ||
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