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In x-minimoto andiamo alla scoperta del mondo minimoto e delle sue origini
Rivolto a chi si avvicina alle ruote basse e a chi vuole saperne di più!
 

Piccole e ribelli: in queste due parole si riassume una minimoto, ed è proprio da qui che partiamo alla scoperta del mondo minimoto con l’intento di far conoscere e diffondere questo sport.

Le premesse non sono da poco visto che con le minimoto sono cresciuti  campioni di oggi come V.Rossi, M.Melandri, M.Poggiali, A. De angelis e tanti altri (la lista sarebbe troppo lunga e riempirebbe una pagina del sito).

Minimoto

 Piloti in gara nei primi anni 90

 

Una minimoto non è altro che una motoGP in formato ridotto (esagerata….forse no!), con motori 2 e 4 tempi raffreddati ad aria o liquido, assenza di sospensioni (qui non c’è lavoro per il sig. Holins),  freni a disco flottanti e a margherita comandati a filo (niente bolle d’aria, nè tubi in treccia), messa in moto a strappo (stile motosega, ma non mi piace fare questo paragone) gomme slick , semi scolpite e rain in varie mescole delle misure di 110/65 e 90/50 di 6,5”, trasmissione  a catena e frizione centrifuga.

 
Loris Reggiani

Loris Reggiani fortissimo pilota per tanti anni nel motomondiale e attualmente  commentatore insieme a Meda della 125 gp, 250 gp  e Moto gp, impegnato in piega su minimoto Vittorazi (n.b non tocca manco il ginocchio in terra).

 

Le minimoto hanno anche delle parenti più grandi, le midimoto : il concetto è lo stesso, ma sono più grandi del 10% per fare in modo che i minibikers più grandi possano stare più “comodi”. Nelle minimoto  di comodità non si parla affatto (non è il caso di arrivare a Capo Nord con i bagagli al seguito): la posizione da tenere non è delle più felici, caviglie piegate, gambe divaricate, gomiti in fuori, (anche il più esperto dei fachiri avrebbe difficoltà), in compenso si è ricambiati dal divertimento che questi mezzi sanno offrire.

Piloti Motomondiale

I Piloti del motomondiale non si tirano mai indietro a una sfida in minimoto (foto motosprint primi anni 90) si riconoscono : Capirossi n.8, Biaggi n.5, Reggiani n.13, Gramigni n.39.

 

Chi si avvicina a questo sport lo fa per i più svariati motivi, vuoi perchè il figlio o il nipote o il figlio dell’amico iniziano a sentire i primi pruriti agonistico - bellici oppure perché quell’estate  a Miramare hai provato una minimoto da noleggio,  ti sei innamorato della piccina e non ne puoi più fare a meno.

Comunque sia nelle piste da minimoto si vedono i più svariati conduttori, da quello che arriva in  scooter con minimoto fra le gambe, al pilota ufficiale che arriva con al seguito una miriade di tecnici che nemmeno Capirex si sognerebbe.

 

La manutenzione di una minimoto richiede un minimo di conoscenza meccanica, anche se non siamo ai livelli delle maxi, bastano poche chiavi e un po’ di ricambi; tuttavia occorre una attenta e accurata manutenzione, poche cose ma decisive soprattutto nella messa a punto per passare una giornata in pista a girare il gasss. Nel caso del 2 tempi (perché questo è ancora il regno di tali motori) dovete pensare di avere fra le mani esattamente una GP125 in miniatura, quindi la carburazione deve essere il vostro pane.

 

SE VOGLIO DIVENTARE VALENTINO

Valentino Rossi

Nella foto un giovane Valentino Rossi (foto motosprint)

 

Molti possessori di minimoto decidono poi di partecipare ai vari campionati che sono suddivisi in: regionale, interregionale, nazionale ed europeo. Si può iniziare a gareggiare all’età di 7 anni fino all’età della pensione!.  

Le categorie junior sono suddivise in: categoria “A” - che vede al via minibiker di un’età compresa fra i 7 e i 9 anni - poi le categorie “B” e “C” dai 10 anni ai 13  ma divise per peso dai 14 in su si passa alla Senior, in cui le categorie sono divise per peso, infine esiste una categoria aperta solo agli over 30. Esistono poi altre formule per partecipare alle gare, come l’endurance,  in cui le categorie sono accorpate.

Nelle categorie Junior A-B-C è obbligatorio l’uso di minimoto con motore monomarca ad aria di 4,2 cv ; verrà  poi applicata una flangia di riduzione allo scarico con foro di 9 mm per la categoria A e di 14 per le B e C. Nella Senior vengono utilizzate minimoto e midimoto le cui motorizzazioni raggiungono i 13 hp e una velocità massima che si aggira sui 100 km, e qui c’è da divertirsi, perchè domare 13 hp su 22 kg di peso è un bel problema. Molti di voi diranno : “che vuoi che sia io sotto il culo ho ben 180 cavalli!”, sbagliatissimo,  soprattutto le prime volte bisogna dare del lei anche alla minimoto: il  baricentro deve essere rigorosamente proteso in avanti, altrimenti vi fate dei mono ruota da brivido rischiando il cappottamento, e nelle curve il  peso deve essere all’interno con il casco  che va a fare da baricentro all’interno curva, il ginocchio struscia in terra che è un piacere e vi aiuta nel percorrere la curva utilizzandolo come pernio, i più esperti lo usano addirittura come freno (le prime volte è meglio non provarci nemmeno); in questo modo potrete far vedere agli amici del bar che anche voi riuscite a strusciare quei pezzi di plastica ai lati della vostra tuta da moto .

Le derapate in uscita di curva sono all’ordine del giorno e in nostro aiuto possiamo contare su un piccolo ammortizzatore di sterzo che svolge egregiamente il suo lavoro.

 

CASCO BEN ALLACCIATO E GASSSE APERTO

L’importante per girare in minimoto è indossare un abbigliamento adeguato; è sconsigliato l’uso di tute da moto per il semplice motivo che bisogna essere liberi nei movimenti, esistono quindi tute specifiche in kevlar con inserti di pelle nei punti cruciali, le protezioni restano quelle classiche delle tute da moto, le scarpe coprono la caviglia (è consigliabile un modello morbido per il semplice motivo che la caviglia deve stare piegata).

Loris Capirossi

Capirossi inizia a provare lo stile in derapata che poi dovrà utilizzare sulla sua Ducati ! in sella ad un miniscooter.

 

MI COSTI, MA QUANTO MI COSTI?

L’Italia è la nazione in cui  sono concentrati i migliori costruttori di minimoto e di tutti gli accessori possibili del settore, molte piste per la maggior parte si trovano in Emilia Romagna. Le minimoto in Italia sono nate almeno 14 anni fa dall’idea di Vittoriano Orazi costruttore delle Vittorazi, prime minimoto con propulsori derivati dalle motoseghe, e solo successivamente si sono presentati altri costruttori  che hanno contribuito allo sviluppo di questo  sport ; attualmente in Italia ci sono 10 costruttori di telai minimoto e 4 costruttori di motori.

Minimoto DM

Uno dei primi modelli DM raffreddati a liquido, il radiatore era posto dietro al cupolino e il tubo dell'acqua sbucava dal serbatoio.

 

Per potersi avvicinare al mondo delle minimoto fare un’ analisi dei costi è un po’ difficile, ma diciamo che una mini o midimoto varia dai 1200 € ai 2800 € o i 3800 di una 4T, per l’abbigliamento specifico escluso il casco siamo sui 500€, mentre girare in pista costa in media  dai 10 € ai 15 € per l’intero giorno, per un treno di gomme occorrono circa 110 €, poi dipende da quanto ci date dentro e quanti voli fate.

 

Considerate anche il fatto (positivo per voi, ma non per vostra moglie) che date le sue dimensioni una minimoto sta bene anche all’interno del vostro salotto (al posto di quegli inutili soprammobili) grazie alla sua linea e all’armonia delle sue forme. Inoltre per qualsiasi spostamento non occorre avere al seguito alcun carrello , basta il portabagagli dell’auto, così sarete sicuri di averla sempre con voi per tenerla sempre sotto controllo.

Polini 910

Prima minimoto di Badiali Maurizio - Mixio13

 

Quindi, se passate vicino a una pista di minimoto fermatevi, potreste vedere girare il campione del futuro, e se noleggiano minimoto non esitate, pagate entrate e gassse,  il divertimento è assicurato.